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Ottobre 11, 2022

Trekking in Sardegna: 5 sentieri per la tua prossima avventura

Per i veri amanti del trekking, stare in mezzo alla natura è come tornare a respirare. Una vacanza all’insegna dell’escursionismo può essere un toccasana per allontanarsi dalla frenesia della vita quotidiana. A tal proposito, la Sardegna è una delle regioni italiane che offre tante occasioni per avventurarsi all’aria aperta.

La Sardegna è meta di turisti italiani e stranieri non solo interessati al relax delle sue spiagge ma anche alla natura che contraddistingue questa regione. Vediamo insieme quali sono i percorsi più belli per fare trekking in Sardegna e recuperare le energie!

Trekking in Sardegna: come prepararsi

Anche per il trekking in Sardegna è molto importante la preparazione. Zaino, scarpe, abbigliamento e bastoncini sono alla base di una buona organizzazione. A seconda del numero di giorni che dedicherete alla vostra escursione, dovrete prepararvi pensando ad ogni evenienza.

La prima cosa da fare è sicuramente leggere questo articolo su trekking e cosa portare per 1 o più giorni. Assicuratevi di avere tutto quello che può servirvi. Nel caso in cui sia passato molto tempo dall’ultimo trekking, valutate le condizioni del vostro equipaggiamento.

Trekking in Sardegna: 5 percorsi

Il Cammino di Santa Barbara

Se vi piace la storia, il Cammino di Santa Barbara è sicuramente il vostro percorso di trekking in Sardegna. Questo sentiero si sviluppa in senso circolare, includendo Sulcis, Iglesiente e Guspinese.

Oggi compreso all’interno del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, il percorso si sviluppa sui cammini minerari e le mulattiere che, dall’inizio dell’800, hanno visto tantissimi minatori all’opera. Il cammino include quindi scogliere, boschi e miniere un tempo attive, oltre a villaggi fantasma.

I 500km (comprese anche varianti del percorso standard) del cammino dedicato alla Santa protettrice dei minatori presentano mulattiere, strade sterrate e alcuni punti più scoscesi che, con un po’ di attenzione, è possibile superare senza troppi sforzi.

Falesie del Sinis

Falesie di Sinis

Le falesie, cioè le scarpate rocciose che caratterizzano la zona del Sinis, offrono un percorso a 20 metri a picco sul mare, con spiagge di quarzo e scorci di una bellezza incredibile. Le falesie del Sinis non sono famose solo per il fascino del luogo ma anche per le capanne di falasco.

Queste capanne, una volta numerose in questa zona, nacquero come abitazioni di ricovero per i pescatori e come magazzini per gli attrezzi. Caratterizzate dal falasco, cioè un’erba palustre, sorgono direttamente in riva al mare.

Le Falesie del Sinis sono l’opportunità di vivere un trekking in Sardegna lento e rilassante, con il rumore del mare a cadenzare il ritmo dei vostri passi.

Punta La Marmora

Punta la Marmora – foto di David Edgar – tratta da Wikipedia

Sapete qual è la montagna più alta della Sardegna? Punta La Marmora! Con i suoi 1.834 metri di altezza sul livello del mare, Punta La Marmora rappresenta l’obiettivo perfetto per chi sta cercando un trekking mediamente impegnativo.

Il percorso che porta alla vetta ha una durata di circa 5 ore. Capre e cavalli selvatici potrebbero diventare i vostri compagni di viaggio. Questi luoghi, infatti, offrono l’habitat ideale a molte specie animali, tra cui aquile e mufloni. Anche la vegetazione ha messo forti radici, in grado di dare a varie tipologie di fiori un luogo in cui crescere indisturbati.

Una volta arrivati in cima, potrete ammirare i monti Armidda e Arci, il monte Montiferru e gli altopiani del Supramonte. Vi troverete nel bel mezzo di un panorama che non potete assolutamente perdere.

Il massiccio dei sette fratelli

Il massiccio dei sette fratelli – autore Robur.q – tratta da Wikipedia

Nell’area sud orientale della Sardegna vi sono i Septem Frates, cioè i sette fratelli. Si tratta di vette granitiche dalle altezze differenti e intervallate da gole molto profonde. Conosciuto con tale nome sebbene i “fratelli” siano più di sette, il complesso montano si trova nel cuore dell’omonima foresta.

La zona presenta una ricca vegetazione e una fauna molto varia. Inoltre, sono presenti molti corsi d’acqua che scorrono tra le vette. Il percorso è contraddistinto da una segnaletica caratterizzata da rombi bianchi e striscia rossa, in quanto parte del “Sentiero d’Italia”.

Il Canyon Di Gorropu

Il Canyon di Gorropu – autore Pigiosu – tratta di Wikipedia

Come altre regioni italiane, anche la Sardegna ha i suoi Canyon! Tra questi, spicca il Canyon di Gorropu. Con una gola profonda 1.5 km, il Canyon fu scavato dall’azione erosiva del Rio Flumineddu.

Le sue pareti raggiungono i 500 metri di altezza e ospitano specie animali come gatti selvatici, mufloni, volpi e aquile reali. Anche la flora trova terreno fertile. Qui, infatti, crescono specie erbacee che non sono presenti in nessun’altra parte del mondo. Per esempio, l’Aquilegia nuragica, detta anche di Gorropu, è presente solo in questi luoghi.

Questo trekking in Sardegna si snoda attraverso grandi rocce calcaree, attraverso un percorso della durata di circa 2 ore.

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